POETI SICILIANI

Centro Studi Storico-Sociali Siciliani
"Banca dati di Letteratura e Poesia"
"Storia, Folklore, Arte, Mitologia"
"In tutto il mondo con i SICILIANI"

Toni Alessandro

Francesco Buccheri "Boley"

Alissandru Caldiero

Salvatore Camilleri

Enzo D'Agata

Alfredo Danese

Salvatore D'Angelo

Giuseppe Denaro

Vincenzo De Simone

Fernando Luigi Fazzi

Giovanni Formisano

Liborio Fratantoni

Carmelo Gagliano

Luciano Gullotto

Costanza Isaia

Giovanni Isaia

Santo Jacona

Francesco Lanza

Geppina Macaluso

Vito Marino

Gaetano G.B. Mustica

Giuseppe Nicolosi Scandurra

Orazio Passalacqua

Alfio Patti

Giuseppe Pecora

Giuseppe Pisano

Marco Scalabrino

Maria Sciavarrello

Turi Scordo

Turi Tropea

Carlo Trovato

Turi Zappalà


SALVATORE CAMILLERI (Letterato)

Per Salvatore Camilleri la poesia siciliana non è un hobby, non costituisce un interesse particolare, è la sua vita è il suo modo stesso di essere. Ad essa, senza rimpianti, ha sacrificato sogni e ambizioni; per essa ha lavorato, anteponendole tutto. Ha cercato di liberarla dalle facili cadenze e dalle incrostazioni letterarie, ma senza atteggiamenti rivoluzionari, senza pose da piromane. Ha avuto seguaci? Con certezza possiamo scrivere che le sue idee si sono fatte strada, lentamente, ma con penetrazione continua, senza chiasso ma con più consapevolezza. Ha cercato, al rinnovamento anteriore, di accompagnare uno esteriore, ma anch'esso importante per liberarci dalla vecchia nomenclatura botanica, per far tesoro del lessico della nostra fauna. Nella poesia di Salvatore Camilleri, per dirla con le parole del poeta Santo Calì, cinguettano, gridano, schiamazzano, stridono a lungo, sfrecciano e volteggiano alati d'ogni sorta; l'aciddazzu varbutu e quello d'acqua, il rapinu e l'airuni cinnirusu.... e insieme alla nuova, o rinnovata, fauna poetica una nuova, o anch'essa rinnovata, flora ricopre le montagne e le pianure dell'isola. E sono calìppisi e durbi, giummari e pigni marini, carrubbi e ervajanca, jirmanu e nzalori. Ogni nome ha la sua pregnanza poetica in irreversibilità di valori semantici. Alla maniera delle querce e delle cinciallegre del Pascoli o dei cavalli di luna e degli uccelli acquatici di Salvatore Quasimodo. Una voce, quella del Camilleri, che affonda le sue radici nella sua viva realtà d'intellettuale siciliano, che si esprime con validissimo canto. Un canto cui la letteratura ha offerto spunti pienamente assimilati e rielaborati, e soprattutto ha suggerito quel linguaggio da koinè che è il solo spazio espressivo possibile quando si voglia sollevare a dignità lirica la vissuta realtà dialettale di un mondo chiuso e speranzoso come quello siciliano. Opere: Sangu pazzu, 1966; La barunissa di Carini, 1971; Ortografia siciliana,1976; Sfide, contrasti, leggende di poeti popolari siciliani, 1977; La rinascita della poesia siciliana, 1979;Il Ventaglio -Vocabolario Italiano-Siciliano, 1999. POESIE dell'Autore

Libri in Lingua Siciliana

CARLO TROVATO (Poeta)

Carlo Trovato appartiene alla nuova generazione dei poeti siciliani. Nella sua poesia, generalmente intrisa di un pessimismo immanente, è presente il rifiuto non reversibile di una realtà idealizzata mediante sofisticazioni letterarie o ambigua nelle eventuali proposizioni concettuali. Il suo stile poetico disadorno e incisivo, è a volte scattante. Nel senso che sono evitate, quanto più possibile, le pause lunghe che inevitabilmente appannerebbero la tersa vitalità delle immagini. Ciò in quanto nella identificazione, e conseguente descrizione analitica dell'oggetto, il poeta scava fino in fondo, ma senza protervia, anche se qualche volta risulta minuzioso, ma non prolisso, in quanto i particolari còlti attraverso un' attenta osservazione sono da considerare quali elementi essenziali e unificanti privi di svolazzi calligrafici o di perifrasi di gusto retorico. In parecchie poesie Trovato è chiaramente autobiografico. POESIE dell'Autore

ALISSANDRU CALDIERO (Poeta)

Alissandru Caldiero parra e scrivi in sicilianu, in puisia e in prosa. Vivi e travagghia in America, cu la Sicilia na la menti e na lu cori. Tri sunnu li cordi di la chitarra d'Alissandru Caldiero; una, la prima, è malinconica, pi lu duluri di la Terra luntana; una, chidda di lu menzu, è di pena pi lu statu prisenti di la Sicilia ca non ha saputu dàrisi un dignu guvernu autonumu e pirchì ha trascuratu lu tisoru inestimabili di la so lingua; una, l'ultima e la chiù vicina a lu cori, trema di raggia pi la vita stintata di li siciliani ca travagghianu nta paisi straneri. Comu si po vidiri, - liggennu lu so libbru - la Sicilia è lu centru di la so puisia la surgenti di la so ispirazioni; e, na lu stissu tempu, lu so primu pinzeri. Essiri sicilianu è misteri c'Alissandru ha jutu pirfiziunannu attraversu lu studiu di li nostri antichi pueti; di Venezianu e di Meli, di Tempiu e di Alessiu di Giuvanni, di Scimunelli e di Martogliu; un misteri ca iddu ha jutu arricchennu macari cu la spirienza di li pueti nglisi e amiricani, chi canusci, ama e studia.

POESIE dell'Autore   Bibliografia

      

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ENZO D'AGATA (Poeta)

Fin da bambino Enzo D'Agata ha seguito le Muse Siciliane, che allora si chiamavano coi nomi dei più noti poeti estemporanei, che ai piedi delle icone, a conclusione delle novene, si davano battaglia al suono di fluenti ottave. Non fu quella un'esperienza superflua; insegnò al giovane poeta a fare i versi come vanno fatti, mestiere che Enzo imparò alla perfezione, come pochi. Non aveva dietro le spalle altra esperienza, anche perchè, non gli era stato dato in sorte di scaldare a lungo i banchi di scuola; quegli anni, che altri rinnegherebbero con burbanza, li ricordava invece perchè erano alla base della sua poesia. Poi conobbe gli altri poeti, i santoni di allora, ma di nessuno serbò ricordo, tranne di Santo Battiato; infine lesse i grandi, ma non vi si soffermò a lungo, non trasse niente, o quasi, e continuò la sua esperienza attraverso la propria opera che intanto cominciava a ottenere riconoscimenti. A 25 anni Enzo D'Agata aveva già tanta produzione da poter approntare due libri, ma non fece nulla, continuò a scrivere, per anni e anni, finchè non si accorse che quel suo modo di scrivere non trovava estimatori. Le ottave e i sonetti avevano concluso, dopo secoli, il loro ciclo, e la poesia non soffriva più schemi e moduli del passato. Che fare? D'Agata distrusse tutto, o quasi; diede una sterzata netta e iniziò un nuovo ciclo. La sterzata non fu improvvisa, qualcosa era venuto maturando dentro il poeta, certi vecchi convincimenti erano venuti meno, le forme si erano venute estenuando anche nella sua poesia; forse qualcosa di nuovo c'era nelle ultime poesie distrutte, anche se espresso in forme chiuse. La sterzata era stata meditata, era scaturita lentamente e costituiva lo sbocco necessario all'evoluzione interna del poeta, al suo farsi sempre da sè, rifiutando i binari di coloro che lo avevano preceduto, rinunciando ai facili petrarchismi degli imitatori. Da questo travaglio è venuto fuori il D'Agata degli ultimi dieci-quindici anni, il D'Agata nuovo che aveva ritrovato una sua nuova dimensione; quel che possa valere non spetta a noi dirlo, facciamo solo informazione senza ipotizzare valori. Non possiamo fare a meno di scrivere, che D'Agata è stato il poeta siciliano più premiato degli ultimi anni. Le sue opere: Di l'Arca a la Mecca, Làcimi a focu lentu e Zàttira contraventu. POESIE dell'Autore


VINCENZO DE SIMONE (Poeta)

Vincenzo De Simone nacque a Villarosa (EN) il 19 novembre 1879. A soli dieci anni si trasferì a Catania con i genitori ed i suoi numerosi fratelli dove completò gli studi, laureandosi in medicina ' per rispetto alle tradizioni di famiglia '. Nel periodo dei suoi studi era solito trascorrere le vacanze a Villarosa e, quando si trasferì a Milano, dove esercitò la professione di medico, conservò sempre nel cuore un battito per la sua Villarosa, che cantava come fosse presente, ricordando le bellezze della sua terra e descrivendo i costumi del suo paese e della Sicilia in versi e in prosa. Come scrisse Raffaele Grillo nel decennale della sua morte: ' Nella sua casa milanese di piazzale Argentina, si davano convegno i migliori ingegni siciliani residenti nella metropoli lombarda e la sua casa era sacra al culto della sicilianità '.

Molte sono le sue opere in italiano e in siciliano, conosciute in tutto il mondo. In Francia il poeta Armand Goduy tradusse nella sua lingua poesie del De Simone; il quale a sua volta tradusse in italiano opere dello stesso Goduy e di altri poeti stranieri, come Heine e Mistral. Il De Simone pubblicò anche opere di ispirazione mistico-religiosa; nell'anno francescano volse in sonetti siciliani < I Fioretti di San Francesco >. Altre opere in dialetto da ricordare sono: < Bellarosa, terra amurusa, A la riddena, La Funtana, Canzuni a lamentu > tutte opere la cui caratteristica peculiare è un sospirare nostalgico alla sua madre terra Bellarosa di cui sentiva il fascino e l'attrattiva, accompagnata dall'odore di zolfo, che caratterizzava questo paese attorniato da miniere. Tra i rumori della metropoli percepiva dolce il richiamo del suo campanile, del suo cielo, dei suoi concittadini di cui espose usi e costumi nel suo libro di narrativa << Bellarosa: uomo serio! >>.

Morì a Milano il 12 aprile 1942. Qualche anno dopo i poeti dialettali offrirono al Comune di Villarosa un busto in bronzo, che fu collocato sopra una stele di pietra lavica nella Piazza Vittorio Veneto; attorno al monumento fu creata una villetta in omaggio al valore poetico dell'illustre concittadino. Al poeta Vincenzo De Simone è intitolata la Scuola Media di Villarosa.

POESIE dell'Autore

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CARMELO GAGLIANO (Poeta)

Nasce nel 1931, come poeta, rotti i ponti con la tradizione, si è mosso nell'ambito della tensione sociale, interpretando i valori dell'uomo nella dimensione della sua dignità; e se il successo si misura e si commisura col numero dei concorsi vinti, bisogna pur convenire con coloro che pongono il Gagliano nella schiera dei poeti. POESIE dell'Autore

GIOVANNI ISAIA (Poeta - Novelliere)

Giovanni Isaja nasce a Catania il 1° maggio 1906, autodidatta, cultore della poesia Siciliana. Ha vinto 36 Concorsi di poesia siciliana, tra i quali: " Premio Sicilia " - Messina 1953; Premio " Luigi Capuana " - Mineo 1966; Coppa " Angelo Musco " - Catania 1968; Premio " A. Rutella " - Enna 1968-73-74; Premio " Monterosso Almo " - 1969-70-71; Premio " Enna " - 1969-70-71; Premio " Taormina Alcàntara " - 1969 e inoltre ha ottenuto tanti piazzamenti d'onore anche in Concorsi nazionali. Ha collaborato al dizionario Piccitto. POESIE dell'Autore

LIBORIO FRATANTONI (Poeta)

Viale dei sassi...Se gli occhi tuoi, mai più, vedranno il sole, non disperar...
Liborio Fratantoni è nato a Foligno (PG) il 30 ottobre del 1941. Divenne cieco all'età di nove anni, a causa di una malattia che i medici non avevano riconosciuto, sbagliandone la diagnosi; venne individuata, ma era ormai troppo tardi per potergli salvare la vista.Iniziò a scrivere poesie dall'età di diciassete anni; man mano che i suoi anni sfilavano uno dietro l'altro, raccontava in esse tutti i suoi pensieri e le sue amarezze. Tuttavia, fino a pochi mesi fa, continuò a comporre poesie che non sono state mai pubblicate.
La poesia di Liborio Fratantoni è del tipo tradizionale, mantenendo costantemente la metrica e soprattutto rispettando la rima; preferibilmente il decasillabo; sono inclusi anche qualche polimetro e qualche poesia in siciliano. Continua
POESIE dell'Autore

Informazioni sull' Autore si trovano sulla rivista "JU, SICILIA" edita dal CSSSS.

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Sicilia Mitica    Storia della Trinacria

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